Scusa se ti ho offeso!

Capisco, sentirti dire che il tuo bar è un distributore automatico di alimenti e bevande non dev’ essere stato piacevole.

Ma sono convinto che la mia provocazione è riuscita a farti avere una reazione positiva, quindi ora ti rivelo una strategia segreta per trasformare il tuo bar in un bar di successo.

Senza tanti giri di parole, si tratta di questo:

se veramente vuoi guadagnare, devi somministrare prevalentemente prodotti che diano una chiara ed univoca identità al tuo locale.

Nella tua zona ci sono troppi bar che offrono più o meno tutti gli stessi prodotti (io li definisco i bar qualunquisti), quindi l’unica cosa sensata che puoi fare è quella di organizzarti per offrire il più possibile cibi e bevande non soggetti a troppa concorrenza e destinati a soddisfare una precisa clientela.

Dai dei buoni motivi ai tuoi clienti per scegliere il tuo bar e non un altro.

Certamente il successo del tuo bar non dipende soltanto dai prodotti che somministri, ci sono infatti molti altri fattori di cui occuparsi, tuttavia fare chiarezza su questo argomento è un buon modo per iniziare la strada verso il successo.

In sintesi, devi passare dal fare il mestiere di somministratore di mondezza da supermercato a 4 soldi a quello di serio selezionatore di specialità, in esclusiva assoluta di zona, destinate ad una clientela desiderosa di pagarti adeguatamente per i tuoi servizi.

Un gran bel salto in termini di professionalità!

 

Ti sembra difficile?

Se hai disponibilità di un piccolo laboratorio-cucina tanto meglio, ma anche se non lo hai, puoi organizzarti ugualmente bene per servire i tuoi clienti con il sistema che ti rivelerò tra poco.

Infatti ti sembrerà strano, ma ora ti rivelo un segreto che la maggioranza dei baristi ignora.

Voglio soltanto farti osservare che, nonostante tutte le rotture di palle che ti crea, la legge sancisce un tuo sacrosanto diritto.

Ti permette di somministrare tutti gli alimenti, non solo quelli confezionati, mediante la modalità del rinvenimento e riscaldo

Cosa significa?

trippa

Che se, per esempio, ti fai produrre la trippa al sugo di pomodoro dalla rosticceria di fiducia (o da un ristorante o un centro di cottura), te la fai mettere sotto vuoto a -18°C, con una bella etichetta con la data di scadenza e la riscaldi nel microonde

la puoi somministrare nel tuo bar.

Se non ci credi, vai dall’ispettore della Asl e verificalo di persona.

Ma prima leggi e stampati questo:

http://www.ispettorisanitari.it/AREA_PROFESSIONALE/Sunto%20Vigilanza%20daquino/regigiene.htm

Leggi l’articolo 19 al comma 4 dove c’è scritto:

4. Il completamento della cottura e la somministrazione di prodotti di gastronomia precotti e/o presurgelati in confezioni monodose viene autorizzata sulla base dei seguenti requisiti:

a) idonei apparecchi per la conservazione dei prodotti precotti e/o surgelati;
b) sistemi di riscaldamento che escludano l’impiego di fonti di calore a fiamma libera;
c) spazi per la somministrazione, come indicato all’articolo 16, comma 3. Qualora tale attività preveda non il solo riscaldamento ma anche una minima attività di manipolazione dovrà essere assicurata la disponibilità di un idoneo laboratorio secondo quanto previsto nel terzo comma.

Poi, se hai una lavastoviglie, la trippa sei autorizzato a servirla nelle ciotole francescane,

trippa-al-sugo

se invece non ce l’hai, la metti nei secchielli di cartone usa e getta con i bastoncini giapponesi

bacchette

E non dimenticare il Parmigiano!

Ok, la trippa ti fa schifo? Va bene, la smetto di scherzare.

Quello della trippa era soltanto uno sciagurato esempio per rivelarti una procedura di somministrazione che viene insegnata negli istituti alberghieri ed utilizzata quotidianamente anche nell’alta ristorazione e che può essere utilizzata con molto profitto per servire piatti veloci ma di ottima qualità anche al bar.

Puoi usare questo sistema sia per rinvenire cibi che ti fai preparare da terzi, sia per impiegare prodotti industriali da te selezionati, possibilmente con accordi di esclusiva con i fornitori ed in linea con la tua strategia di mercato.

Se hai un laboratorio molto meglio, sennò ti basta disporre di un frigo per surgelati e di un  forno a microonde.

In alternativa al forno a microonde sono venduti in Italia anche forni speciali per bar, ad altissime prestazioni, che non hanno bisogno della cappa d’aspirazione, studiati per il perfetto rinvenimento di pietanze surgelate.

Sono la soluzione migliore per il bar perché garantiscono grande velocità di produzione e occupano poco spazio.

Hasta la Vista!

 

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